Perché ingrassiamo? Come, di quanto e cosa possiamo fare per evitarlo.
- Dott. Murdaca |

- 18 set 2024
- Tempo di lettura: 4 min
Aggiornamento: 6 ott 2024

INDICE
Questo articolo vuole chiarire i meccanismi alla base dell’aumento della massa grassa o tessuto adiposo.
Vedremo perché ingrassiamo, quando ingrassiamo, chi è il colpevole (se ce n’è uno) e come fare per evitarlo.
Perché ingrassiamo?
Avrete sicuramente sentito o letto da qualche parte che noi esseri umani abbiamo ancora il corredo genetico dei nostri antenati. E non si parla dei nostri nonni, ma di quelli che vivevano nelle caverne e che per procurarsi del cibo andavano a cacciare.
Il motivo per il quale ingrassiamo, lo ritroviamo qui.
Il grasso, o tessuto adiposo, ha molte funzioni. Non è solo un tessuto che occupa spazio. Oltre a proteggere gli organi interni da urti accidentali e a produrre una serie di ormoni molto importanti, ha la grande funzione di essere una riserva di energia estremamente elevata.
Torniamo ai cacciatori: secondo voi avevano a disposizione due zebre e quattro gazzelle al giorno? Direi di no.
Quando (e se) riuscivano a cacciare, mangiavano tutto quello che c’era da mangiare. Sia perché i frigo per conservare la carne non c’erano ancora (sigh), sia per accumulare quante più energie possibili, proprio perché non c’era modo di sapere quando avrebbero mangiato di nuovo.
Questa caratteristica ha permesso loro di sopravvivere per giorni senza mangiare, attingendo alle riserve di grasso per ottenere energia.
Siccome il nostro corpo ragiona ancora come se fossimo nel paleolitico, nel momento in cui mangiamo, l’eccesso lo conserva sotto forma di grasso.
In che momento della giornata ingrassiamo?
Qui abbiamo una risposta precisa: ingrassiamo quando mangiamo.
O per lo meno, tempo di digerire e assorbire i nutrienti che abbiamo mangiato. Però insomma, ci siamo capiti.
Quanto ingrassiamo?
E qui ci sta un bel DIPENDE. Perché ovviamente, dipende da quanto mangiamo! Però qualcosa possiamo dirlo: per ingrassare di 1kg, quindi aumentare di 1kg la massa grassa, abbiamo bisogno di mangiare circa 7000-7500 Kcal in più rispetto al nostro fabbisogno calorico.
Per fare un paragone, una pizza margherita ha circa 800-900 Kcal. Dovreste mangiare 8-9 pizze, oltre a tutto quello che mangiate di solito, per ingrassare di 1kg.
Quindi, quando uscite il sabato sera a mangiare la pizza e vi pesate il giorno dopo e vedete il peso aumentare di 2kg, quello NON è grasso. Non tutto almeno.
E ora vi starete chiedendo: perché se serve così tanto cibo per ingrassare, io ingrasso lo stesso?
Perché bisogna guardare a lungo termine, e non il singolo pasto o la singola giornata.
Mangiare ogni giorno qualcosa in più del nostro fabbisogno calorico, ci porta piano piano ad accumulare grasso nel tempo. Allo stesso modo, mangiare un po’ in eccesso in maniera occasionale (matrimoni, compleanni, comunioni, feste) non ci porterà ad ingrassare, proprio perché è un’occasione sporadica, un’eccezione.
L’aumento di peso è lento. È fisiologicamente impossibile ingrassare di 2-3kg in una settimana, salvo casi eccezionali.
1 anno o 2 anni senza un controllo sull’alimentazione invece, possono portare ad accumulare 5-10-15kg e oltre.
Come ingrassiamo?
Il meccanismo è piuttosto complicato. Cerchiamo di riassumerlo brevemente senza troppi tecnicismi.
Abbiamo capito che ingrassiamo perché mangiamo troppo rispetto al nostro fabbisogno calorico. Questo “troppo” può essere dato da un eccesso di alimenti ricchi in carboidrati, proteine o grassi, o, come avviene spesso, un mix di questi.
Quando mangiamo, il cibo viene assorbito, digerito e convertito in molecole semplici come glucosio e acidi grassi. L’aumento della glicemia nel sangue porta alla produzione di un ormone chiamato insulina.
Immaginatela come una chiave. La serratura che apre è posta sulle cellule del nostro corpo, comprese quelle del grasso. L’insulina arriva alla cellula e apre una porticina che permette l’ingresso di glucosio all’interno di essa.
Se la cellula è carente di energia utilizzerà il glucosio appena entrato per ricavarne di nuova e svolgere le sue funzioni. Al contrario, se già satura di energia, l’eccesso viene convertito in grasso e depositato nelle cellule adipose.
Questo meccanismo però, incide in realtà molto poco sull’accumulo di grasso corporeo.
Ciò che fa davvero la differenza è il fatto che, con livelli di insulina alta, il corpo blocca l’utilizzo di grassi come scopo energetico (perché l’energia gliela stiamo dando col cibo, quindi non ha senso continuare a produrne altra), e comincerà a depositare i grassi presenti nel sangue, nel tessuto adiposo.
In sostanza, accumuliamo principalmente grasso dai grassi che introduciamo con la dieta, soprattutto se associati ad alti livelli di carboidrati (i quali stimolano molto l’insulina).
Tutto questo non deve spaventarvi, perché il corpo tende all’equilibrio e, se mangiamo nelle quantità corrette, non abbiamo problemi a mangiare carboidrati e grassi insieme (anche perché sarebbe molto difficile non farlo).
Al contrario, quando esageriamo con le quantità e le calorie, il meccanismo spiegato poco fa ci porta ad accumulare grasso.
Possiamo evitarlo?
Se si intende ingrassare nel momento stesso in cui si mangia, ovviamente no. È un processo fisiologico e perfettamente normale. Anche se mangiamo “il giusto” (che cambia da persona a persona), un accumulo di grasso c’è sempre dopo i pasti. Questa energia accumulata però, durante la giornata (o nei giorni successivi) viene utilizzata come energia dal corpo. Pertanto il bilancio dei grassi rimane invariato.
Se si intende evitare di accumulare grasso nel tempo, ovviamente sì!
Vorrei darvi una soluzione miracolosa, ma purtroppo non c’è. L’unico modo per farlo è seguire un’alimentazione bilanciata che tenga conto del vostro fabbisogno calorico giornaliero, dei vostri gusti e preferenze, del vostro livello di movimento.
Se siamo già in una condizione dove abbiamo accumulato del grasso in eccesso, la soluzione è seguire una dieta ipocalorica (tradotto: mangiare un po’ meno del nostro fabbisogno calorico giornaliero), per poter utilizzare, piano piano, quel grasso che abbiamo messo da parte come fonte di energia.




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