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Glicemia alta: cause, conseguenze e rimedi

  • Immagine del redattore: Dott. Murdaca |
    Dott. Murdaca |
  • 29 mag 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 6 ott 2024



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INDICE


Cos’è la glicemia?

La glicemia è il valore di glucosio nel sangue. Il glucosio è uno zucchero, una molecola dalla quale il nostro corpo riesce a ricavare energia per svolgere le sue funzioni.

Di norma i valori di glicemia oscillano durante la giornata: aumentano dopo i pasti (ed è perfettamente normale), mentre diminuiscono quando passiamo diverse ore a digiuno.

 

In alcuni casi però, la glicemia rimane alta anche se non mangiamo da un po’ di tempo.

Questa condizione è definita Iperglicemia o Glicemia alta.

 

Ma quando andrebbe misurata la glicemia? Al mattino a digiuno!

I valori di riferimento sono quelli descritti nella tabella seguente:



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Superato il valore soglia di 100mg/dl si entra nella condizione di iperglicemia.

Dobbiamo fare ancora una piccola distinzione però: valori fra 100 e 125mg/dl risultano essere un campanello d’allarme e sono caratterizzati da una Alterata glicemia a digiuno.

Questa condizione è ancora largamente reversibile ed è caratterizzata da quella che viene chiamata Resistenza Insulinica.

Valori superiori a 125mg/dl invece sono assai più preoccupanti e sono usati come diagnosi di Diabete di tipo 2, una patologia cronica che, se trascurata, può portare a problematiche molto gravi.


Quali sono le cause della glicemia alta?

La causa principale è uno scorretto stile di vita mantenuto negli anni.

Per stile di vita intendiamo sia un’alimentazione inadeguata (eccesso di calorie con corrispondente eccesso di peso, eccesso di carboidrati, eccesso di zuccheri), sia dei livelli di attività fisica molto bassi.

 

Cosa succede se non intervengo?

Inizialmente… nulla. E il problema sta proprio qui: elevati livelli di glicemia NON sono sintomatici all’inizio, ma possono causare problemi molto gravi se trascurati per un periodo di tempo più o meno lungo.

Innanzitutto, se la condizione di alterata glicemia a digiuno viene completamente presa sotto gamba, si sfocerà nella patologia vera e propria del Diabete di tipo 2.

Questa patologia è caratterizzata da un danno alle cellule del pancreas deputate a produrre insulina, l’ormone che ci permette di far entrare il glucosio nelle cellule e quindi di ridurre i nostri livelli di glicemia.

Se anche il diabete viene sottovalutato, andremo incontro alle complicanze del diabete, caratterizzate da problematiche riguardanti il microcircolo (problemi alla vista, ai reni, e al cervello) e il macrocircolo (problemi al cuore e agli arti inferiori, come il piede diabetico).

 

Cosa fare dunque per evitare tutto ciò?

Sicuramente tenere monitorati i propri livelli di glucosio nel sangue almeno una volta l’anno è molto consigliato, proprio perché, come visto prima, inizialmente non c’è sintomatologia.

Se riscontriamo un valore anomalo, l’ideale è affidarsi a un professionista della nutrizione che ci possa guidare verso un’alimentazione equilibrata e bilanciata e, dove fosse necessario, rientrare nel normopeso con una dieta ipocalorica.

A questo dovremo sicuramente affiancare uno stile di vita più attivo, non solo cercando (se già non ne pratichiamo) uno sport che ci possa piacere da fare almeno 2 volte a settimana, ma anche aumentare i livelli di movimento complessivi durante la giornata, soprattutto se abbiamo un lavoro particolarmente sedentario (ufficio, reception ecc…)

 

Alimentazione: devo eliminare i carboidrati per ridurre la glicemia?

Assolutamente no! I valori di glucosio nel sangue aumentano principalmente per un eccesso di calorie dato da un’alimentazione ipercalorica, quindi ciò che va assolutamente fatto è ridurre le quantità di cibo, ma sempre seguendo un’alimentazione equilibrata e bilanciata senza eliminare nessun alimento.

 

Altri consigli

Prediligere frutta e verdura, legumi, alimenti integrali, pesce, e carni magre. Limitare il consumo di alcolici, bevande zuccherate, prodotti confezionati industriali.

Evitare il fumo di sigaretta e, se in sovrappeso, intraprendere un percorso di dimagrimento con un professionista della nutrizione, evitando il “fai da te”.

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